#YES2COPYRIGHT - Copyright e Diritto d'Autore ONLINE



Oggi il Parlamento Europeo ha approvato le nuove regole sul diritto d'autore.

Le nuove norme Ue sul Copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web il pagamento di compensi per l'utilizzo di contenuti coperti da diritti d'autore.

Nell’articolo 11 si sancisce la possibilità per gli editori di farsi pagare dalle piattaforme commerciali l’utilizzo e la diffusione dei loro contenuti, tramite negoziazione di accordi.

Rimangono esclusi dalla nuova legge gli snippet brevi (le descrizioni degli articoli che compaiono nelle ricerche di google) così come i link inseriti all’interno delle pagine. Gli editori saranno tenuti a dividere tali introiti con i giornalisti.

Un altro obiettivo della normativa è quello di tutelare i creatori di contenuti, che spesso vedono il proprio materiale circolare senza remunerazione sulle grandi piattaforme social (Facebook, Instagram, Youtube, Pinterest).

Non saranno più gli utenti a essere ritenuti responsabili di aver caricato un contenuto non proprio protetto da copyright, ma le piattaforme stesse.

Le piattaforme di piccole dimensioni sono esentate da questa normativa, mentre le medie avranno degli obblighi ridotti.

Ci sono in gioco interessi ed equilibri importanti. Da una parte quelli degli editori di contenuti (giornali, case editrici, case discografiche, case cinematografiche, ecc), dall’altra quelli delle piattaforme come Google e Facebook che si spartiscono gran parte del mercato della pubblicità online — in Europa vale 48 miliardi di euro all’anno (dati Iab Europe del 2018 sul 2017) — anche grazie alla distribuzione dei contenuti altrui.

I primi non hanno sufficiente potere contrattuale al tavolo con i secondi — value gap è il termine che indica il gap, appunto, fra i diritti pagati dalle piattaforme gratuite e quelli riconosciuti da quelle a pagamento come Spotify (che ha altrettanti problemi con gli autori, a dire il vero).

I secondi hanno già investito sia su soluzioni tecnologiche (il noto ContentID di Youtube, ad esempio) sia in nuove assunzioni per monitorare quanto viene caricato sulle loro bacheche.

Penso che la decisione presa dal Parlamento Europeo sia finalmente uno strumento che possa garantire i diritti degli autori e di chi produce contenuti originali sul web, pur essendo consapevole che la direttiva porterà problematiche legislative e di utilizzo.

La rete è "libera" e questo è vero, ma libertà non significa assenza di regole, e finalmente le norme che regolano la tutela del copyright online garantiranno la giusta riconoscenza e remunerazione agli autori e agli artisti.

FONTI

Rainews

Liberiamo.it Corriere della Sera

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